Intervento Sig. Mauro Sozzi

Non faccio parte di organizzazioni né Clubs,presenti qui né fuori di qui. Appartengo all’associazione dei
non associati.Sono un libero cittadino che vuol dire quello che pensa sui Gravissimi Disabili con la speranza
di aiutarli.L’aggettivo “Disabile” dà un’idea abbastanza chiara della condizione fisica e/o mentale della
persona.Si deve però tener presente che ci sono dei differenti stati di disabilità :cioè differenti condizioni
di vita.Infatti, si va da disabili che parlano,parzialmente immobili ed in buone condizioni mentali, a
disabili all’estremo limite della vita, immobili,senza alcuna capacità di parlare né di intendere e volere
in una condizione ,insomma, vegetativa.Per quest’ultima condizione la Società si impegna al massimo,
sia per umanità che per etica, per far vivere quelle persone anche in quello stato.Per quei disabili invece, in condizioni gravissime, perché non parlano, sono completamente immobili ma con piene facoltà mentali
la Società non fa assolutamente quanto dovrebbe.Eppure, per loro, sarebbero indispensabili mezzi adeguati
e un’assistenza totale di 24 ore su 24, al fine di potergli far soddisfare , sempre, le loro necessità : come noi,
del resto, esaudiamo le nostre quando vogliamo.Solo in questo modo, queste persone, acquisteranno la
consapevolezza di una vita dignitosa e indipendente che vale la pena di vivere.
Succede, che a una persona coinvolta in un grave fatto traumatico, gli si prodigano tutte le cure possibili, che spesso la salvano,restando, purtroppo, alle volte, impedita sia nel parlare che in tutte le altre attività motorie
tranne che in quelle intellettive.Comunque, noi ci riempiamo di soddisfazione al pensiero che , la Società di
cui noi facciamo parte, con la sua efficienza che si evidenzia con la velocità dell’intervento (ambulanze,
elicotteri), con la tecnica e qualità dei suoi complessi ospedalieri, questa Società gli ha salvato la vita.
Ci dimentichiamo, però, che se a queste persone, in uno stato di gravissima disabilità ma integre di
cervello, non diamo la possibilità di vivere una vita dignitosa molte di loro, trovandosi in uno stato indigente
arriveranno anche a pensare di voler morire. Del resto quanti di noi, qualche volta, hanno pensato che,
prima di restare completamente immobili, non parlare, non poter decidere niente, e non avere la benché minima possibilità di una vita decente, sarebbe meglio non vivere.
Ebbene, le Istituzioni, insomma la Società, deve farsi completamente carico dei gravissimi disabili e dar loro
quanto abbisognano per vivere una vita dignitosa.Seguiteremo altrimenti, a trovarci nell’assurdità di
salvare la vita a persone , che, poi, senza un benché minimo spiraglio di vita decente si formerà nella loro
mente il pensiero di non volerla più vivere.Così di tutte e due le “cose” ne saremo i responsabili :della
loro vita e Dio non voglia, della loro morte. Non può esserci una benché minima giustificazione alla
mancanza di una totale assistenza e di adeguate ed immediate sovvenzioni da dare a questa “gente”, per
permettergli una vita dignitosa che gli scacci dalla mente brutti pensieri e, a noi, ci renda la coscienza
più tranquilla. Attacchiamoci con forza a chi di dovere, perché sia dato immediato corso alla formulazione
di una legge adeguata e, velocemente, sia resa operativa.Mancano i mezzi ? Facciamo un carro armato in
meno ; perderemo la guerra ? Ma poi per non perderla basta non farla !